الأحد، 1 يناير 2017

MATRIMONIO 'urfī الزواج العرفي

الأحد، 1 يناير 2017

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MATRIMONIO 'urfī الزواج العرفي

مشرف قسم اللغات الاجنبية

 

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معاوية فهمي إبر is on a distinguished road
افتراضيMATRIMONIO 'urfī الزواج العرفي


In Nome Di Allah Il Clemente Ed Il Misericordioso

Il COSIDDETTO MATRIMONIO 'urf
ovvero "di tradizione", "di coscienza", "in moschea",
الزواج العرفي

Nell'Islam la famiglia è un'istituzione divina e il matrimonio (nikah) l'unica forma legittima di unione tra i sessi. Il Corano e la Sunna raccomandano con insistenza il matrimonio come unico mezzo per assicurare la moralità privata, la pace sociale e moltiplicare il numero dei credenti. Il Corano dice: «E unite in matrimonio quelli fra voi che son celibi e gli onesti fra i vostri servi e le vostre serve; e se saran poveri certo Dio li arricchirà della sua grazia...» (Cor. 24, 32)
Il matrimonio è un dovere religioso e civile per il musulmano
L COSIDDETTO MATRIMONIO 'urfؤ«
(ovvero "di tradizione", "di coscienza", "in moschea", detto anche "con solo al-Fatiha")

Ha molti nomi diversi, per distinguerlo da quello reale e talvolta assume anche valenze diverse. generalmente quelo detto 'urfؤ« viene contratto in totale segreto, spesso anche rispetto alle stesse famiglie, mentre più comune è l' 'aqd con solo al-Fatiha, detto cosأ¬, perché sarebbe contratto e "benedetto" recitando solamente la sura al-Fatiha
Si tratta di una formula di "unione coniugale" usata prevalentemente nei contesti poveri, rurali dei vari paesi a maggioranza islamica ma che acquisisce una nuova realtà anche nel mondo occidentale, oggi, nei vari contesti legati al mondo dell'immigrazione. Consiste nel celebrare un "matrimonio", ovvero di firmare un contratto matrimoniale alla presenza di un Imam o un Adoul compiacente, senza mai registrare tale atto né presso un tribunale, né presso le autorità consolari
Tale atto non ha alcun valore, né dal punto di vista istituzionale (giuridico, amministrativo, legislativo), né tanto meno religioso: un matrimonio islamico è valido se è pubblicizzato e per far questo deve essere registrato presso le autorità competenti. Non esiste separazione tra religione e giurisprudenza nell'Islam. Non si puأ² separare religione da potere temporale, nel mondo islamico solo quando fa comodo, in una sorta di adattamento laico immigratorio della concezione del matrimonio islamico
La locuzione "religiosamente parlando...", con la quale si ritiene valido, in tema religioso, il matrimonio in moschea, non è comprensibile in tema di diritto islamico, in quanto sottointende una secolarizzazione nelle pratiche sociali (mu’amalât) che non puأ² avvenire nell'Islàm. Ogni matrimonio (nikؤپh) è un contratto privato civile, ma che deve essere reso pubblico nella sharأ¬'ah. Tale pubblicazione, in gran parte dei paesi a maggioranza islamica, avviene tramite registrazione dell'atto privato presso un tribunale amministrativo o che comunque si occupa del diritto "di famiglia".
In Marocco, ciأ² che è valido secondo moudawana (codice di famiglia marocchino) è valido anche shar'îaticamente, mentre ciأ² che di fa in moschea non ha alcun senso.... Anche perché il matrimonio nell'Islam è un contratto, non un sacramento e non si fa in moschea, non ci si sposa davanti all'imâm, ma bensأ¬ davanti a due 'Adoul, (notai, funzionari del Regno), che poi andranno a registrare presso il tribunale di famiglia tale atto.

Inoltre, il matrimonio "in moschea" non è sicuramente tutelativo priva la donna di tutti i suoi diritti, riconoscimento dei figli, diritti di eredità, pensione in caso della morte del coniuge. Tale privazione dei diritti fondamentali è contraria alla sharأ¬'ah stessa, che fissa, invece, i fondamenti legislativi, tradotti nel fiqh, in merito a questi diritti fondamentali.

In definitiva, il "matrimonio" contratto in moschea non ha nessun valore, né giuridico (in entrambi i paesi), né religioso, (perché va in contrasto con le condizioni minime indispensabili per la leicità (halal) di tale unione).
Ino
ltre, a tutt'oggi, in Italia non esiste intesa fra la confessione islamica e lo stato italiano, come prevede l'art. 8, comma 2 e 3 della Costituzione italiana, quindi non vi sono i cosiddetti "ministri di culto" designati anche a svolgere matrimoni con valore giuridico civile. Questa mancanza ne consegue che, anche religiosamente parlando, non vi sono figure in Italia atte a contrarre matrimoni che abbiano valore giuridico pubblico come prevede il fiqh.
Nonostante la repressione svolta dal governo del Marocco, questo fenomeno si è diffuso principalmente e recentemente nei contesti migratori dei paesi occidentali, ove nelle moschee, con la compiacenza degli aت¼immah, si celebrano assurdi e inutili "matrimoni" alla presenza di due testimoni maschi musulmani, ma che non hanno alcun valore né giurdico, (in nessun paese), né religioso
Il Profeta Muhammad ha incoraggiato ad annunciare per bene i matrimoni, cosأ¬ che la comunità sia al corrente di questa unione e non guardi alla coppia con sospetto vedendoli insieme. Dunque, un matrimonio non dovr

ebbe essere contratto né in segreto, né se esente da una registrazione pubblica
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التعديل الأخير تم بواسطة معاوية فهمي إبر ; 01-01-2017 الساعة 01:33 PM

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